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Il giornale

Rivista sull'infanzia e la cultura dell'adozione



FEDERAZIONE RUSSA
La Federazione Russa, localizzata per intero nell'emisfero nord, in Europa e nell'Asia settentrionale, copre un ottavo della superficie mondiale: il suo territorio si estende per oltre diciassette milioni di km2, cifra che ne fa la Nazione più estesa al mondo. La Russia confina con la Norvegia, la Finlandia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Bielorussia, l’Ucraina, la Polonia, la Georgia, l’Azerbaijan, il Kazakistan, la Cina, la Mongolia e la Corea del Nord, è bagnata dal Mar Baltico, dal Mare Glaciale Artico, dall'Oceano Pacifico, dal Mar Nero e dal Mar Caspio. La capitale è Mosca e la lingua ufficiale è il russo. La religione maggiormente diffusa è quella cristiano-ortodossa, con minoranze musulmane ed ebree. La Russia è quinta nella classifica della popolazione mondiale (con quasi 146.400.000 abitanti), contando al suo interno circa centosessanta differenti gruppi etnici e popolazioni indigene.
Dal punto di vista politico è una repubblica federale di tipo presidenziale. A partire dall'indipendenza, in seguito al collasso dell'Unione Sovietica alla fine del 1991, la Russia ha affrontato varie sfide nel tentativo di creare un sistema politico che riuscisse a funzionare democraticamente dopo settantacinque anni di governo sovietico. Il recente Governo Putin ha attuato molte riforme in materia economica, ma nel contempo ha rivelato un certo autoritarismo, che si è particolarmente manifestato durante il suo secondo mandato. La Russia sta tentando di sviluppare un'economia di mercato e di conseguire una crescita economica più consistente, tuttavia lo sviluppo del Paese procede in modo disuguale: la regione di Mosca, in cui si concentra solo un decimo della popolazione complessiva, produce un terzo del PIL. Negli ultimi anni la Federazione Russa ha registrato globalmente una costante crescita economica, ma per la maggior parte della popolazione la liberalizzazione incontrollata si è tradotta in un peggioramento delle condizioni di vita e in un ridotto accesso ai servizi sociali di base. Intere famiglie di lavoratori sono state destabilizzate dalla nuova situazione: i bassi salari, gli alti livelli di disoccupazione e la crescente disuguaglianza nei redditi da lavoro hanno determinato un'alta percentuale di abitanti che vivono al di sotto della soglia di povertà. Il Paese è inoltre da molti anni teatro di conflitti etnico-religiosi.
L’aspettativa di vita è scesa in particolare per gli uomini (a causa di alcolismo, tabagismo e cattiva alimentazione): nel 1970 era di 70 anni, nel 2004 di 58,6. L’aspettativa delle donne nel 2004 era invece di 72 anni. Secondo il rapporto UNICEF 2008, il tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni è di 16 su mille nati vivi. I recenti tagli al welfare state hanno fortemente penalizzato il settore sanitario. I medici e il personale ospedaliero sono sottopagati. Il declino degli standard di salute pubblica è dimostrato dal riapparire di malattie epidemiche come difterite, colera e tubercolosi. Il rischio di malattie dovute a carenza di iodio è in aumento. L'HIV/AIDS è ritenuta un'emergenza nazionale e si sta sperimentando una crescita rapidissima dell'epidemia, tra le più alte in Europa. Un numero preoccupante di nuove infezioni è ora riscontrato anche nelle donne in età fertile: più di ventimila bambini sono nati da madri infette da HIV.
Il Ministero dell’Istruzione ha messo a disposizione i dati sulla condizione dell’infanzia in stato di abbandono nella Federazione Russa. I dati sono piuttosto preoccupanti: negli ultimi anni si è registrato un continuo incremento del numero di minori in stato di abbandono (orfani, abbandonati, bambini tolti dalla famiglia per motivi sociali): nel 1993 erano 81.441, a fine 2004 erano 245.000 e il numero è in costante aumento. In tutto, i bambini senza tutela sono 700.000, di quali più di 500.000 vivono in istituto.
Il sistema famiglia in Russia vive un momento di grave crisi. Non accennano a diminuire i problemi legati alla violenza, alla tossicodipendenza e all’alcolismo anche tra i minori, alla povertà delle famiglie con bambini. L’istituto dell’affido familiare è ancora poco diffuso e limitato a progetti promossi da singole istituzioni. Un altro dato negativo è il calo delle adozioni nazionali (33.195 nel 1993, 24.771 nel 2004).
Un altro grave problema riguarda i ragazzi che escono dagli istituti raggiunta la maggior età: pur avendo diritto ad un alloggio, circa trentamila di loro sono in realtà senza casa, esposti al rischio di venire coinvolti in attività illecite e dediti all’abuso di alcool e sostanze stupefacenti. Grave è anche la situazione dei bambini disabili: nel 2003 erano 210.000 quelli accolti in istituti per minori con disabilità. Questi bambini sono discriminati nell’accesso alle strutture pubbliche.
Circa 700.000 minori sono privi di cure parentali: di questi circa 30.000 fuggono ogni anno da situazioni familiari problematiche, affollando le stazioni ferroviarie e della metropolitana,i rifugi per senza tetto e gli istituti. Di questi minori abbandonati ben il 95% ha almeno un genitore in vita. Si tratta quindi di orfani cosiddetti “sociali”, le cui famiglie vivono situazioni di disagio economico, a causa della mancanza di lavoro e con problemi legati alla criminalità.
Per quanto concerne gli istituti questi si suddividono in tre categorie:
• Dom rebyonka;
• Dyetskii dom;
• Internati per malati psichici.
Il primo tipo di istituti (dom rebyonka) dipende dal Ministero della Salute ed ospita in 252 Case per l’Infanzia circa 18-20.000 bambini fino a quattro anni. Raggiunta questa età, dopo essere stati sottoposti ad un test psico-fisico che ne accerta lo sviluppo motorio e le capacita psichiche, sono inviati agli altri due tipi di istituti: il dyetskii dom (Case del Bambino) dipendente dal Ministero dell’Istruzione e gli internati per malati psichici alle dipendenze del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Sociale. Le dyetskii dom accolgono dunque quei bambini che sono riconosciuti come “educabili”. Qui sono ospitati sia maschi che femmine: di solito frequentano il corso di studi obbligatorio per nove anni presso la scuola pubblica; possono proseguire la scuola secondaria prendendo un diploma oppure possono lasciare la scuola a tredici anni. A volte i minori abbandonati possono vivere in cosiddette scuole-internato, ricevendo un’istruzione all’interno dello stesso istituto.
All’età di quattro/cinque anni il secondo gruppo di orfani, riconosciuti anche solo leggermente disabili, sotto la supervisione del Ministero dell’Istruzione, è inviato ai cosiddetti internati “ausiliari”, dove vivono seguendo un corso abbreviato di studi per soli sei anni. E’ loro offerta la possibilità di seguire dei corsi di formazione professionale, ma sia questo programma di studi che il luogo di residenza sono separati da quelli dei non disabili. Secondo la normativa russa, quando questi ragazzi escono dall’istituto, dovrebbero ricevere da parte dello Stato un sostegno economico ed un aiuto per il reperimento del lavoro e di un’abitazione: purtroppo, a causa della crisi economica che il Paese sta affrontando, sono sempre meno i ragazzi che possono beneficiarne.
Il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo sociale si prende cura anche di quei bambini a cui vengono diagnosticati gravi problemi fisici e handicap mentali. Essi rimangono in questi istituti sino all’età di 18 anni, dopodiché sono trasferiti in istituti psichiatrici per adulti.