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La Bottega SOlidale

Ente autorizzato ex art. 39 L. 184/83 ISCR.ALBO 18/10/2000 su tutto il territorio italiano
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E-Mail: info@sosbambino.org

Il giornale

Rivista sull'infanzia e la cultura dell'adozione



F.A.Q. - Domande frequenti
Stiamo pensando di adottare un bambino, a chi dobbiamo rivolgerci?
Per prima cosa è necessario contattare l'Equipe Adozione dei Servizi Sociali della propria residenza (oppure il Comune nel caso di determinate Regioni d’Italia). Nel corso di questo primo contatto con il Servizio, l'Assistente sociale darà alla coppia informazioni riguardanti il percorso previsto per l’adozione di un bambino (requisiti, modalità, tempistica) ed anche i primi elementi per una iniziale comprensione dell’impegno adottivo e di ciò che esso comporta. In seguito, la coppia viene invitata a frequentare eventuali corsi di informazione e sensibilizzazione previsti in base alla normativa regionale di riferimento. Dopo questo percorso informativo e formativo la coppia potrà presentare al Tribunale per i Minorenni la propria dichiarazione di disponibilità all’adozione nazionale, internazionale o a entrambe, a seguito della quale il Tribunale incaricherà i Servizi Sociali del territorio di residenza della coppia di svolgere l’indagine psicosociale.

A che punto del percorso adottivo la coppia può rivolgersi al vostro Ente?
Per avvicinarsi all’adozione internazionale S.O.S. Bambino propone incontri pubblici aperti a tutti, in qualunque fase del percorso adottivo o di maturazione dell’idea adottiva la coppia si trovi.
La coppia in possesso del decreto di idoneità all’adozione internazionale rilasciato dal competente Tribunale per i minorenni e della relazione psico-sociale redatta dagli operatori dei Servizi Sociali può richiedere un colloquio informativo individuale con un operatore esperto di adozione. Per maggiori informazioni sul percorso adottivo potete consultare la sezione Adozioni internazionali – la fase pre adozione.

In che Paesi operate?
S.O.S. Bambino I.A. Onlus opera in Federazione Russa, Ucraina, Colombia, Messico, Tanzania, Haiti, Repubblica Dominicana ed in India in intesa.

Quali sono i tempi di attesa e i costi per l’adozione nei Paesi in cui operate?
Per informazioni sui tempi di attesa e sui costi si rimanda alla sezione Adozioni Internazionali – la fase pre adozione.

Qual è l’età dei bambini nei vostri Paesi?
Nel 2008 l’età media dei minori entrati in Italia secondo statistiche CAI è stata di 5,6 anni. Per quanto riguarda SOS Bambino l’età media dei bambini entrati in Italia sino ad ora con l’Ente è di 4,3 anni. L’età dei bambini in ciascun Paese dipende da numerosi fattori fra cui i limiti stabiliti nel decreto di idoneità rilasciato dal Tribunale e dalla disponibilità di accoglienza espressa dalla coppia.

Potete ricevere conferimenti di incarico da coppie residenti in qualsiasi Regione italiana?
Si, in quanto l’Ente è accreditato ad operare in tutto il territorio nazionale.

Il vostro Ente accoglie domande di coppie italiane residenti all’estero?
Si, l’Ente ha esperienza di accompagnamento di coppie italiane residenti all’estero e propone un cammino ad hoc visto la situazione particolare della coppia.

Il vostro Ente accoglie domande di coppie slovene?
Si, l’Ente ha esperienza di accompagnamento di coppie slovene e propone un cammino formativo, informativo e di accompagnamento su misura per la famiglia slovena una volta che la famiglia ha ottenuto la relazione di idoneità dai Servizi sociali sloveni competenti.

I single possono adottare?
Si, ma solo quando la relazione tra il bambino e la persona è preesistente e il Tribunale dei Minorenni Italiano ha emesso un decreto di idoneità per il single. La situazione del bambino adottabile si può inquadrare nei "casi particolari", nei quali viene tenuta in considerazione la forte relazione affettiva tra il minore e la persona singola; questo particolare legame, che viene ad acquistare rilevanza giuridica, deve essere precedente all'accertamento dello stato di abbandono.

Le coppie di fatto possono adottare?
No. Lo stato di convivenza viene però preso in considerazione se precedente al matrimonio: se una coppia non è sposata da almeno tre anni, ma i coniugi hanno convissuto per un periodo che, cumulato ai mesi di matrimonio, raggiunge i tre anni, è possibile fare la dichiarazione di disponibilità. La convivenza sarà accertata come stabile e continuativa attraverso prove documentali o testimoniali.

Nei Paesi in cui operate esistono limiti di età fra adottanti e adottato?
Ogni Paese ha dei requisiti diversi rispetto ai limiti di età nell’adozione e i dati riportati di seguito sono generici e possono essere modificati in base alle capacità di accoglienza della coppia e alla valutazione del Paese straniero.
- Colombia: coppie la cui media d’età rientra nei 38 anni, riceveranno in abbinamento bambini entro i 3 anni di età; coppie la cui media rientra nei 45 anni, riceveranno in abbinamento bambini entro i 6 anni di età; coppie la cui media supera i 45 anni, riceveranno in abbinamento bambini sopra i 7 anni di età.
- Messico: le linee guida statali non permettono, salvo casi particolari, l’adozione di minori sotto i 3 anni di età, in alcuni Stati anche al di sotto dei 7 anni visto che ogni Stato ha poi delle legislazioni individuali specifiche.
- Ucraina: l’adottando più anziano non può avere più di 45 anni di differenza dall’adottato.
- Russia: gli adottandi devono avere almeno 25 anni e, seppur non scritto nella legge ma di prassi la Russia tende a non abbinare bambini la cui differenza di età è maggiore di 45 anni con gli adottandi. Ogni regione può inoltre avere le proprie regole.
- Tanzania: gli adottandi devono avere almeno 25 anni e almeno 21 anni più dell’adottato
- Kazakhstan: gli adottandi devono avere tra i 25 e i 50 anni. Tra i 25 e 46 anni gli adottandi possono adottare minori di qualsiasi età, tra i 47 e 50 gli adottandi potranno essere abbinati solo a bambini al di sopra dei 4 anni.
- Bolivia: gli adottandi devono avere tra i 25 e i 50 anni o avere almeno 15 anni di differenza con l’adottato.

È possibile revocare il conferimento di incarico?
La coppia che intende revocare l’incarico a S.O.S. Bambino deve formulare la propria intenzione nella forma scritta all’Ente e, per conoscenza, alla Commissione Adozioni Internazionali e al Tribunale per i Minorenni che ha emesso il decreto di disponibilità. La coppia che intende trasferire il proprio mandato ad altro Ente autorizzato deve formulare lettera motivata a S.O.S. Bambino e alla CAI. S.O.S. Bambino provvederà a elaborare la relazione sul percorso adottivo della famiglia come previsto dalla nota n. 23076 del 04/072006 della Commissione Adozioni Internazionali, che verrà inviata alla Commissione, al nuovo Ente Autorizzato e alla Procura del Tribunale competente.
In caso di famiglia proveniente da altro Ente autorizzato che intende trasferire il mandato a SOS BAMBINO, è necessario che prima della richiesta di trasferimento del conferimento vi sia una conoscenza della famiglia e delle motivazioni che inducono al cambio Ente, al fine di valutare se vi sono le condizioni per la presa in carico. Il conferimento deve essere contestuale alla revoca del precedente Ente Autorizzato.
S.O.S. Bambino chiederà all’Ente di provenienza della coppia la relazione sul percorso adottivo fatto. Codesto Ente si riserva di accettare la validità dei percorsi formativi e di accompagnamento espletati nel precedente Ente in base alla documentazione che la coppia potrà presentare e valutando i contenuti dei corsi fatti ed il livello di conoscenza dell’iter procedurale che la coppia dimostra di possedere. Quando necessario la coppia sarà indirizzata ad un nuovo percorso formativo.

È possibile dedurre dalla dichiarazione dei redditi le spese sostenute per l’adozione, comprensive delle spese di viaggio?
Sì. Le famiglie che adottano un minore straniero possono fruire della deduzione di una parte delle spese sostenute per la procedura di adozione internazionale. Precisamente, è prevista la deducibilità dal reddito complessivo del 50% delle spese sostenute dai genitori adottivi, purché debitamente documentate e certificate dagli Enti autorizzati a curare le relative procedure. Per valersi della deduzione non è necessario aver acquisito lo status di genitore adottivo. (Interpretazione dell'Agenzia delle Entrate: risoluzione n. 77 del 28.05.2004) In sostanza, è possibile usufruire dell'agevolazione a prescindere dall'effettiva conclusione della procedura di adozione e indipendentemente dall'esito della stessa. La deduzione deve essere operata con applicazione del principio di cassa, in considerazione del periodo di imposta in cui le spese sono state effettivamente sostenute. Non si potranno considerare, ai fini della deduzione, le spese sostenute per le relazioni e gli incontri post-adottivi.

Cosa si intende per abbinamento?
L'abbinamento è la scelta compiuta sulla base del profilo psico-sociale della coppia, del minore da dare in adozione internazionale alla famiglia specifica. Viene effettuata dal Paese di origine.
L’abbinamento in Colombia, Bolivia, Messico, Fed. Russa e Kazakhstan avviene prima della partenza della coppia per il Paese straniero mentre in Ucraina l’abbinamento avviene al DAP, Centro Adozioni di Kiev, nel momento in cui la coppia si reca nel Paese straniero.

È possibile usufruire dei congedi parentali?
La legge finanziaria del 2008 prevede che in caso di adozione o affidamento preadottivo l’indennità di maternità spetti per cinque mesi anziché tre dall’ingresso del bambino in famiglia (adozioni nazionali) o in Italia (adozioni internazionali) senza limiti di età del bambino. Il congedo spetta al padre se la madre lavoratrice non ne usufruisce e, nel caso di adozione internazionale, si può richiedere anche per i periodi di permanenza all’estero.
I genitori possono utilizzare il congedo parentale entro gli otto anni dal momento dell’ingresso in famiglia e non oltre il compimento della maggiore età del figlio adottato/affidato.